Romanzo collettivo a puntate

Un piccolo esperimento letterario, spero questa storia vi piaccia e vogliate seguirla su questo blog.
martedì, 21 luglio 2009

Ci fu una pausa di qualche minuto, in modo che Michael potesse recuperare le forze.

Maya aveva paura di andare contro di lui, insomma, non aveva mai sperimentato la sua potenza.

Si fece coraggio ed entrò nel cerchio, i due lupi si guardarono con aria di sfida e lo scontro cominciò.

Michael attaccò per primo saltandole addosso,ma lei schivò l'attacco e lo ferì ad una zampa. Il lupo non si arrese facilmente e tentò un'altro affondo. Dopo cinque minuti di combattimento i due lupi erano pieni di sangue, ma una strana forza investì Maya.

Sentì la zampa destra ardere di potere, e con un ultimo disperato balzo attaccò Michael e lo spise fuori dal cerchio. Aveva vinto.

La parte peggiore però, era ceh adesso doveva mostrare la sua identità, mentre pensava a cosa dire sua madre le venne vicino.

<Prego, mostraci la tua identità.>

 

Con un sospiro Maya si trasformò e tutti rimasero a bocca aperta. Sua madre fu la prima a riscuotersi fu Jane.

<Figlia mia, che cosa hai fatto?>a quel punto Maya scoppiò<Che cosa vuoi dire mamma? Che è un disonore travestirsi da maschio per impedire ad uno sconosciuto di sposarmi contro la mia volontà? Ame sembra una cosa estremamente giusta.>

<Maya devi rispettare le tradizioni, il tuo incontro è annullato.>

<Ma ho vinto!>disse con aria di sfida. Un anziano del consiglio si avvicinò a Jane.<Quello che hai fatto è sbagliato Maya, però hai vinto. Noi del consiglio riteniamo di doverne discutere con più calma.>

Detto questo tutti si ritirarono e Michael si avvicinò alla ragazza.

<Che vuoi?>disse acida

<Solo  complimentarmi con te Maya. Hai una forza straordinaria, non pensavo che tu riuscissi a battermi.>

<Mmm...Grazie Michael.> si sedette vicino a lei e cominciarono a parlare.

Dopo un'ora Maya si preparò per andare.

<Grazie Michael, è stato bello parlare con te.>

<Lo stesso vale per me.> si salutarono e Maya diventò preoccupata, domane era il giorno in cui decidevano se la vittoria di Maya era valida o meno.

postato da Crista23 alle ore 13:56 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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domenica, 12 luglio 2009

Maya scrutò la lucente luna piena.  E così alla fine il momento era giunto, stava a lei cambiare il destino del suo branco, il suo destino.

Le parole della strega rieccheggiavano nella sua mente come severi ammonimenti.

"...Se tu fallirai, il tuo branco vivrà del terrore, dominato da un alpha spregevole e il ssssangue di chi è giusssto filtrerà nella terra sotto la Luna piena..."

Doveva lottare e vincere.

Il campo scelto per la Luna di Sangue era vicino, si gettò per terra e rotolando tentò di sporcare il suo manto aureo. Se qualcuno si fosse accorto di lei non avrebbe potuto salvare nessuno.

Striduli ululati giungevano da ogni angolo della foresta, i partecipanti si stavano avvicinando. Infilò la collana attorno alla caviglia destra e con il pelo tentò di nasconderla come meglio poteva.  

Cercando di riportare il respiro ad un ritmo regolare si avviò incontro al futuro.

Erano in molti, oltre ai membri del suo branco contò almeno più di due dozzine di lupi fuori clan.

Tra la folla intravide sua madre, la stava cercando.  Il suo sguardo si posò rapido su di lei, Maya sperò di non essere smascherata, trattenne il fiato fino a quando non passò oltre.

Luc le passò accanto urtandola volontariamente, Maya si trattenne lo avrebbe sistemato durante la lotta.

La madre invitò i partecipanti a prendere posto attorno al cerchio. Riassunse in breve le regole della Luna di Sangue. Maya le ripassò nella sua mente, non aveva mai assistito ad una Luna di Sangue, ma sapeva molto. Ogni lupo doveva lottare, in alcuni casi anche fino alla morte, all'interno del cerchio. Una sola minima parte del corpo che usciva dal cerchio causava la perdita del diritto a diventare l'alpha.

Non era sua intenzione uccidere nessuno, ma aveva tutte le intenzioni di portare a casa la vittoria. Con l'aiuto della collana o senza ce l'avrebbe fatta. Ancora non osava immaginare come avrebbe affrontato il futuro, per ora non intendeva pensarci.  

Michael, lo straniero, fu sorteggiato per aprire la Luna di Sangue, un arrogante lupo sconosciuto avanzò all'interno del cerchio sfidandolo.

La Luna di Sangue aveva appena avuto inizio.

Michael affrontò parecchi lupi sconfiggendoli tutti, quando Luc entrò nel cerchio con uno scatto fulmineo pregai che lo straniero lo uccidesse, nonostante fino a quel momento avesse lasciato in vita tutti i suoi avversari.

La lotta tra i due si protrasse per parecchi minuti, entrambi sporchi di sangue e sudati non accennavano a fermarsi, Luc tentò vari colpi bassi, ma Michael si stava dimostrando il più abile fra i due.  Quando alla fine con una frustata la coda di Luc uscì dal cerchio Michael si abbandonò esausto sul terreno.

Toccava a Maya, come avrebbe potuto sconfiggerlo?

postato da eLLmOOn alle ore 11:13 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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sabato, 13 giugno 2009

La strega Betsabeel

Stava correndo all’impazzata, il manto argenteo che emanava luce, i suoi muscoli snelli,ma sodi che si contraevano ad ogni falcata. Non era del tutto certa di quel che stava per fare,ma in cuor suo sapeva che doveva andare. Di certo cercare la strega Betsabeel non era una cosa così dappoco,ma sperava in qualche modo di trovarla,magari confidando proprio nell’effimera fortuna. Gli occhi scintillanti, di un verde tendente al giallo a causa della trasformazione scrutavano veloci le ombre dei fitti alberi del bosco. Corse per almeno una mezz’ora prima di bloccarsi in uno spiazzo ricco di rami secchi e talmente aggrovigliati da formare un nodo spesso. Uno schioccò la fece immobilizzare. L’adrenalina iniziò a pomparsi nelle lunghe zampe e il cuore scoppiettante pompava a per di fiato. Un altro schiocco. Un terzo e poi silenzio. Sembrava che nel bosco perfino l’aria avesse messo di scorrere. Poi una voce rauca e sibilante giunse da un cespuglio di rose color sangue. Involontariamente Maya tirò la coda fra le gambe, le orecchie all’indietro e le labbra arricciate per mettere in mostra i denti.

“ Piccola Maya, sssapevo che venivi qui”parole sibilanti uscirono dalla bocca morbida della vecchia rugosa. Uscì dai cespuglio a testa alta, gli occhi metallici e freddi la fissarono penetrati. Maya provò l’impulso di correre via,ma qualcosa la trattenne. Forse il ricordo di suo padre, forse il branco sciolto.

La strega dai lunghi e bianchi capelli si fermò davanti a lei con un bastone in mano,più per smuovere le felci per terra che per reggersi. Portava una benda sulla fronte posta in basso, sulle sopracciglia. Una piccola gobba s’intravedeva sotto la benda, quasi come se fosse un occhio, ma questo a Maya parve impossibile.

“ Puoi trassformarti mia cara. Non ti farò del male. Quando l’Ora giunge e il pericolo è imminente non posssso nuocere a chi viene chiedere conssiglio, ssspecie se colei che viene porta un oggetto assssai raro” e con questo posò gli occhi grigi sulla collana che la ragazza portava al collo. Finalmente Maya decise di riacquistare il suo aspetto umano e con un piccolo inchinò del capo salutò la strega. Ella sembrò compiaciuta di quanto vide e sorrise con l’unica parte del corpo che pareva morbida: le labbra.

“ Piccola, sai cosssa porti al collo?” la ragazza scosse il capo e al strega continuò: “ In realtà nesssuno sa bene quali siano i sssuoi poteri, o meglio io ritengo di saperne davvero pochi. So che può donare forza, un pizzico di preveggenza, può indicare la ssstrada perduta, può curare ferite inferte dal nemico,ma ahimé non può portare vita ai morti. Mi ssspiace molto per tuo padre,era un buon alpha,ma ora è giunto il momento dei cambiamenti. Il dessstino mia cara lo devi incontrare, forse una parte l’hai già incontrata?”

“ Non capisco…” mormorò Maya per metà intimorita dagli occhi freddi della strega.

“ Devi partecipare alla Luna di Sssangue, dovrai sconfiggere ogni tuo avversssario. Dovrai prevalere e diventare la femmina alpha per eccellenza”

“ E se dovessi fallire? Io sono solo una ragazzina”

“ Se tu fallirai, il tuo branco vivrà del terrore, dominato da un alpha spregevole e il ssssangue di chi è giusssto filtrerà nella terra sotto la Luna piena”

“Ma..come devo fare?”

“ Questo piccola lo scoprirai quando sarà il momento propizio” e così dicendo si voltò allontanandosi, veloce per essere una vecchia e stava per scomparire quando la ragazza urlò:

“ Strega Betsabeel che sangue giusto scorrerà se dovessi fallire?” ma la risposta della strega fu soltanto un sibilo seguito da un mormorio rauco. I sensi lupini di Maya però riuscirono a cogliere le ultime parole. Usa la collana. Poi un vento scompigliò le chiome delle querce e alzato il viso vide il color porpora che tingeva il cielo. La Luna di Sangue era vicina.

postato da Mornash alle ore 17:27 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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mercoledì, 27 maggio 2009

Bisogno di risposte

Seccature! Ecco cos'erano. Sbuffò Maya mentre si incamminava per tornare a casa. Non le bastava la presenza asfissiante di Luc, ora ci si metteva anche questo tipo, che a quanto pareva voleva fare l'eroe,   e a cui lei non aveva decisamente chiesto di essere salvata... salvata, poi da Luc...

No, non le faceva paura. Era ingombrante, seccante, ma era convinta di sapergli tener testa.

Non sapeva dirlo con cognizione di causa da cosa le venisse tale convizione. Sì, era forte, poteva diventare la nuova alpha, in fondo era figlia di due alpha… eppure un lupo maschio era pur sempre più forte. Si mordicchiò il labbro infastidita, era inutile buttarsi giù, forte o non forte non avrebbe lasciato il branco a Luc o peggio ancora ad uno sconosciuto, sarebbe equivalso alla fine definitiva. Suo padre per anni aveva lottato per mantenerlo forte e unito e ora…

Le sfuggì un singhiozzo come ogni volta che pensava a suo padre. Si chiese cosa avrebbe pensato suo padre della Luna di Sangue. Avrebbe disapprovato? Suo padre sapeva che un giorno avrebbe dovuto cedere il branco… come lei stessa sapeva che suo padre avrebbe potuto perdere la vita nello strenuo tentativo di restare l’alpha. Sospirò, era la legge del branco. Leggi che li facevano somigliare più ad animali piuttosto che alla razza umana nella quale continuavano a mimetizzarsi. Maya si ritrovò a chiedersi se fosse contenta di essere un licantropo… se le sarebbe piaciuto essere semplicemente umana, probabilmente sarebbe stato più facile. Eppure nonostante vivesse di quelle leggi e di quegli istinti che erano incontrovertibili, si sentiva una strana inquietudine che le aleggiava nell’anima. Un senso di nostalgica incompletezza che non poteva riferirsi solo alla recente perdita. Era brutto dirlo, ma sapeva che un giorno sarebbe successo, solo che non si aspettava di vederlo morire in tal modo. Non era un modo degno… l’inquietudine le si agitava lungo le pieghe del suo essere invadendola totalmente e faticava a mantenersi lucida e concreta. L’unico punto fermo era la Luna di Sangue. E la mezzanotte ormai non sarebbe stata lontana. Sfiorò con dita incerte quelle perle luminescenti. Avevano la consistenza e la fragilità di bolle d’acqua, eppure se provava a spingerle le pietruzze non cedevano contrastando totalmente questo loro aspetto così delicato. Maya non aveva mai visto tali pietre e non sapeva dirne il nome, ma se solo suo padre fosse stato vivo avrebbe saputo dirle di cosa si trattava… suo padre sapeva tutto e se non conosceva la risposta sapeva di certo a chi bisognava rivolgersi… non poteva far affidamento su sua madre, non è che non si fidava di lei, ma nonostante fosse un’alfa, a Maya sembrava troppo buona, troppo presa dal seguire le regole, le regole del branco... sua madre non avrebbe avuto remore a cederla a Luc... suo padre l'avrebbe spinta a puntare sempre più in alto. Non è che suo padre sovvertisse le leggi del branco, ma aveva occhi acuti da rendersi conto chi fosse più o meno idoneo a ricoprire quel ruolo. E Luc, con il suo borioso e tracottante comportamento di certo non lo era...

 

Lisce come ciottoli di fiume, luminose come la luna. Erano sue quelle pietre, l'avevano scelta quasi fosse suo destino possederle, ma...

D'un tratto il fiato le mancò, come dopo un terribile e sanguinoso combattimento, solo che lei era comodamente stesa sul suo letto in attesa che si colmassero le ore per arrivare alla mezzanotte.

No, non poteva essere... eppure quella massa di capelli incolti castani le ricordò all'improvviso quella languida e vaga immagine che era apparsa per un istante nelle acque cristalline del lago. Scosse la testa. Non poteva essere così. Era solo una vaga coincidenza visto che di quel volto null'altro aveva percepito. Un ricordo che di giorno in giorno andava sbiadendo se non fosse stato per quella collana che le stringeva il collo con la sua fragile presenza.

Suggestioni, solo e semplici suggestioni che le toglievano la tranquillità in questo giorno in cui era troppo importante restare lucidi. Gli occhi misero a fuoco impazienti le lancette dell'orologio che battevano all'unisono con il suo cuore in tumulto.

Aveva tempo, troppo tempo... per pensare, torturarsi e non le piaceva... no, dannazione, le piaceva più agire e all'improvviso vide chiaramente in testa cosa fosse giusto fare. I suoi piedi toccarono terra un attimo dopo mentre il volto cadaverico della strega Betsabeel le tornava in mente. Faceva parte del branco da sempre, vivendone ai margini. Si vociferava che neppure fosse un lupo, eppure tutti la temevano nonostante l'età avanzata. Maya non aveva mai avuto modo di avvicinarla, persino suo padre, il grande alpha del branco, ne aveva un timore quasi reverenziale. "A Betsabeel ci si può rivolgere solo se una grave minaccia incombe sul branco", le ripeteva suo padre, "non si disturba la vegliarda senza motivo alcuno..."

Il cuore rimbalzava furioso mentre percorreva con lunghe falcate lo stretto corridoio. Era urgente il suo motivo? Era una minaccia? No, non sapava dirlo a prima vista sembrava del tutto inutile, un semplice monile che le abbelliva il collo... chissà se Betsabeel l'avrebbe punita... ma non le importava, aveva bisogno di risposte, di una strada da percorrere... di sapere che la luna di sangue sarebbe stata la sua nuova via...

Neppure se ne rese conto mentre il corpo snello e sinuoso si piegava nella corsa e quei lunghi capelli biondi, si trasformarono in un manto che le ricopriva il nuovo corpo più agile e scattante. La luna non era ancora alta nel cielo e di quella sua forma tonda, eppure Maya non aveva problemi a trasformarsi soprattutto quando una eccitante adrenalina le scorreva nelle vene insieme al sangue. Non era un problema per un lupo eletto come lei... lei che era nata in forma di lupo. Il suo primo vagito non era stato altro che un ululato alla luna piena!

postato da Licio79 alle ore 21:58 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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lunedì, 18 maggio 2009

Il giorno stabilito era arrivato.

Il tavolo per le iscrizioni alla "luna di sangue" era pronto, e tutte le ragazze erano andate a vedere chi partecipava, tutte tranne Maya.

La ragazza era nella sua camera e si stava travestendo, quando la madre bussò.

<Maya? Ti ricordi ceh devi venire anche tu alle iscrizioni?"

<Certo mamma...Vengo tra un po', mi è venuto mal di testa.> Jane sbuffò:<Non invertarti scuse, ti aspetto fra cinque minuti al massimo.> e se ne andò.

Maya si guardò allo specchio.

Poteva funzionare, aveva una parrucca di capelli corti raccolti in punte corte, dei baffetti e una maglia dei green day con un paio di jeans.

La camminata da maschio la sapeva già fare, sorrise: era tutto perfetto.

la porta si spalancò ed entrò la sua miglire amica, Kira che l'aveva aiutata anche se in disaccordo.

< Salve signore. Come va, bel tipo?> risero.

<Va bene, Kira che nome posso usare?>

<Mmm,..>riflettè lei<Credo che Johnny possa andare> si diedero un cinque.

<Vada per Johnny. Ora vado perchè mia mamma ha già cominciato a rompere che dopo la devo sostituire>

Perciò "Johnny" si mise in coda, firmò l'iscrizione e andò subito a cambiarsi.

<Mamma, vado avanti io?> Jane sobbalzò<Maya! Sei in  ritardo!>

<Scusa,dai vai, sembri stravolta.> annuendo se ne andò e Maya osservò il cielo assorta nei suoi pensieri quando un'ombra maldestra la distolse dai suoi sogni.

<Ciao mia dolce futura sposa>Luc.

Gli occhi di Maya divennero due fessure e la sua voce ghiaccio.

<Che diavolo vuoi?> si avvicinò ancora di più e disse:< Volevo vederti e iscrivermi così passeremo una lunga vita insieme.>

<Allora iscriviti, c'è gente che ha altro da fare.> prese la penna e si iscrisse notevolmente arrabbiato dall'affronto di Maya.

<Non finisce qui dolcezza. Ti prenderò e tu sarai mia.> Maya gli sputò in faccia e lui le stava per dare una sberla,quando una mano lo fermò.

<Non ci si comporta cisì di fronte ad una ragazza.> disse la voce profonda e bella.

Luc se ne andò arrabbiato.

Il ragazzo guardò Maya con i suoi intensi occhi verdi, e lei ne rimase come...ipnotizzata.

Era un ragazzo un po' più grande di Maya, la sua pelle era abbronzata, i capelli erano marroni e leggermente trascurati, aveva dei baffi non completamente rasati, ed era il ragazzo più bello che Maya avesse mai visto.

<Non era necessario signore. Avrei preferito che non intervenisse.>disse gelida.

<Mi dispiace signorina, immagino che tu sia Maya, sono Michael piacere.> la ragazza fece un cenno.

<Di solito si usa ringraziare ugualmente, Maya.>disse mentre compilava il foglio.

Maya si stupì.Ma come si permetteva?

Lei il suo aiuto del cavolo non lo aveva chiesto e non aveva alcuna intenzione di ringraziare!

<Mi spiace deluderti,Michael, ma non intendo ringraziare per un gesto di cui non volevo  intervento!> l'altro sorrise. <Che bel caratterino! Ci vediamo Maya!!> e se ne andò sghignazzando con quella sua camminata elegante, ma che sbruffone!!!

 

postato da Crista23 alle ore 13:38 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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mercoledì, 22 aprile 2009

golfarn suonava il suo adorato pianoforte, una musica dolce, chiuse gli occhi e si lascio' trasportare dalla musica, ascoltava, la percepiva in profondità.

Sentiva l'energia scorrergli tra le dita e nel cuore, sentiva l'aura della regina dei lupi, vicina, molto vicina, lui capì che lei non sapeva nulla e  ne provò una soddisfazione sottile, sarebbe stato molto più semplice eliminarla.Gli uomini infondo erano sciocchi, e non capiva come la luce avesse dato loro un potere così smisurato.Lui aveva fatto scoprire il branco, era stato semplice, non aveva usato magie, solo insinuato sospetti nella gente del villaggio sapeva che la loro stupidità, e l'innata diffidenza avrebbe fatto il resto.Sfortunatamente lei gli era sfuggita ancora, ma del resto, sapeva anche che il caso non esiste, su nessun piano, quindi avrebbe sicuramente capito la trama piu' in là nel tempo.Erano tutti servi dei due schieramenti, infondo, tranne gli umani, quei bifolchi, potevano scegliere, si, ma nessuno aveva parlato di non poterli influenzare, e l'astro nero, sapeva bene come farlo.

Nel piu' bel libro che reputava fosse mai stato scritto sul male " le lettere di berlicche", l'autore, evidentemente ispirato dalla luce, diceva chiaramente che quanto piu' gli uomini pregavano simulacri tanto piu' sarebbero stati lontani dal vero, viceversa qundo non pregavano niente bisognava stare attenti, la luce era su di loro. Cosi' l'astro si era prodigato di fargli credere nelle statue, negli astri,nelle cose. Certo il colpo da maestro era stato quella di trasformare lo stesso figlio della luce in una statua da riverire, ma la croce aveva comunque sparigliato le carte, nascosto i piani, dando agli uomini la possibilita' di un riscatto perenne davanti alla luce, una svolta incredibile per tutti i piani universali.L'astro aveva dovuto ricominciare quasi tutto, confondere, relegare a favole cio' che era vero, e cio' che era vero a favole per bambini,ma la svolta era stata troppo grande, tutti lo sapevano.La luce era scesa in terra e per quanto l'idiozia degli umani non lo vedesse non era piu' andata via, la lotta si era inasprita oltre ogni misura.Le figure che per gli umani erano solo miti e leggende erano tornate ad agire, per l'una o l'altra parte e non di nascosto come prima.

Golfarn sapeva che a contare era cio' che non si vedeva, sapeva che non esisteva il bene ed il male, cosi' come normalmente concepito e sapeva che gli universi si influenzavano a vicenda. La luce aveva stabilito la legge universale della causa e dell'effetto, e nemmeno l'opposto aveva potuto fare nulla, da allora ogni azione umana avrebbe avuto effetti su tutti i piani, per l'eternita', certo, l'astro l'aveva voltata sempre a suo vantaggio, ma restava il fatto che cosi' in realta' erano gli uomini a decidere per tutti. La luce sfruttava le armi dell'astro anche ironicamente e dove sembrava sconfitta lì vinceva, come sulla croce, ma le cose ora dovevano cambiare ed esisteva un solo modo, il sangue, ancora il sangue, che stavolta non li avrebbe salvati, ma estinti per sempre, e luce e buio avrebbero di nuovo creato l'equilibrio dell'inizio dei tempi.

Golfarn era stato addestrato dall'astro, sapeva quanto contavano le illusioni, i giochi di prestigio, sembrava un angelo caduto, era forte, intelligente, e bello in maniera disarmante, usava tutto della materia e la materia lo serviva per quell'unico scopo, il sangue della regina, lui conosceva le vite passate, non di tutti ,ma di molti e sapeva chi erano stati e perche ora erano qui, mentre nemmeno i lupi ricordavano, e sopratutto lei, quella ragazzina stupida avrebbe ristabilito l'ordine dei tempi e lui avrebbe ripreso il suo posto.Sorrise al pensiero, si alzo' dal pianoforte, era ora di ricominciare la caccia.

postato da falcoincantato | aprile 22, 2009 10:52 | commenti
postato da falcoincantato alle ore 09:55 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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sabato, 18 aprile 2009

Maya osservò a lungo la collana galleggiare sul filo dell'acqua. Le perle così simili a piccole e
perfette lune piene, le ricordarono le sue origini, il suo vero essere.
Ebbene, avrebbe compiuto il suo destino, avrebbe onorato la memoria di suo padre. Lei stessa avrebbe combattuto durante la Luna di Sangue.

Grazie alle lezioni di suo padre, era diventata una dei licantropi più forti ed abili all'interno
del branco. Non poteva permettere ad un estraneo di prendere la guida del suo clan, tantomeno a quello sconosciuto che aveva visto riflesso sull'acqua, il suo sguardo affascinante e pericoloso non prometteva nulla di buono.
Maya viveva di sensazioni, ma quelle che provava verso quell'uomo non riusciva a decifrarle e questo le rendeva molto più inquietanti.

Si immerse nell'acqua tiepida ed invitante del lago e si lasciò trascinare inerte dalla lieve
corrente.
Pensò all'ultimo mese e a come la sua vita fosse cambiata in modo radicale. Ripensò alla sua casa distrutta, al padre scomparso, al trasferimento all'altro capo del mondo.
Pensieri che la tormentavano ogni minuto della giornata.
Lacrime calde scivolarono lentamente sulla superficie dell'acqua. Le scacciò via bruscamente, ritornando verso la riva.

Un rumore secco la distrasse momentaneamente dal suo dolore. Qualcuno la stava osservando, qualcuno che si stava nascondendo dietro la fitta vegetazione. Maya sapeva già chi fosse.
Non era la prima volta che quel qualcuno la spiava.

"Maya.", mormorò una voce lasciva alle sue spalle.
"Luc.", rispose Maya con tono aspro.
Luc squadrò ogni millimetro del corpo di Maya, sorridendo compiaciuto.

Maya tentò di coprire le forme che il suo leggero vestito di lino bagnato lasciava intravedere.
Odiava Luc, nonostante fosse un membro del suo clan. Era un essere viscido, privo di scrupoli.
Luc si avvicinò sfiorandole la guancia con il pollice.

"Lasciami stare.", Maya arretrò disgustata.
"Non potrai sfuggirmi a lungo. Io e te siamo fatti per stare insieme, diventerò il nuovo capobranco e tu mi sposerai."
Maya sputò ai piedi di Luc, si voltò, afferrò la collana e corse verso il villaggio.

Ora aveva un motivo in più per partecipare alla Luna di Sangue.
Era una donna e sarebbe stata ostacolata, ma le tradizioni erano fatte per essere infrante, e lei odiava le regole.
La decisione era stata presa, avrebbe combattuto e vinto.
  

 

postato da eLLmOOn alle ore 09:30 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
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giovedì, 09 aprile 2009

Capitolo 1

Un mese dopo

 

Il branco di licantropi ora viveva separato, ogni gruppo familiare in una casa diversa, in una cittadina di nome Charity, in California. Un piccolo borgo, circondato da acri di bosco, che permettevano loro di correre liberi sotto la luna in veste di lupo.

 

Ma il branco aveva paura, poiché da sempre erano abituati a vivere assieme sotto lo stesso tetto e questo li aveva fatti sentire protetti e sicuri.

Erano una razza pacifica che chiedeva solo di poter correre libera.

Ma ora…il branco stava disintegrandosi. Nessuno sapeva cosa fare. Senza un leader si sentivano impotenti e avevano paura di prendere decisioni.

 

 

"Ci serve un nuovo  leader," disse Alex durante il loro primo raduno a casa di  Ed, che si trovava ai margini di Charity.

 

 Tutti si guardarono l’un l’altro, poi gli sguardi di tutti finirono su Luc, che se ne stava, incurante di tutto, coricato su una poltrona.

 

 

 

"E’ il lupo migliore che abbiamo," disse Jane. Alcuni annuirono, ma altri scossero la testa.

 

 

 

"No, è troppo ribelle, come potrebbe farci seguire le regole, quando lui stesso non lo fa mai" disse Alex.

 

 

Le due fazioni cominciarono a discutere animatamente, finchè Ethan riuscì a ristabilire la calma" Basta, non vale la pena litigare riguardo I pregi e I difetti, numerosi, di Luc, abbiamo altre opzioni."

 

 

 

"Quali?" chiese Alex.

 

 

 

"Organizzeremo una Luna di sangue," disse Wes, il membro più anziano del branco. "La battaglia avrà luogo l’ultima notte del prossimo ciclo lunare. E l’ultimo lupo a rimanere in piedi sarà il nostro nuovo leader."

 

 

Il silenzio calò sul branco. "Questo significa che chiunque potrà partecipare alla battaglia….anche lupi fuori dal nostro branco…..sconosciuti,"disse Maya con orrore.

 

  

"Così deve essere," disse Wesley.

 

Maya si alzò ed uscì dalla stanza, tutta quella malinconia era ormai troppo per lei, e sentirli parlare di un futuro senza suo padre era intollerabile. Si diresse verso i boschi e iniziò a correre. Fuggiva dal passato e fuggiva dal futuro che l'aspettava.

Mentre correva pensò a tutto quello che aveva fatto con suo padre e a come era stata lì, impotente mentre bruciava. Era debole  e doveva diventare più forte, doveva rendere onore a suo padre e ricordare ciò che lui le aveva insegnato.

Addentrndosii nel bosco la ragazza si ritrovò ad un tratto davanti ad una piccola cascata che si gettava in una polla d'acqua.

Si sedette sul prato accigliata e guardò la superficie del piccolo lago.

Per qualche secondo non vide altro che lunghi capelli biondi ,un viso magro e occhi verdi,il suo riflesso,ma dopo, questo si trasformò nel volto di un uomo dai capelli ricci e marroni.

Lanciando un grido indietreggiò e si guardò da capo a piedi, era ancora lei.

Respirando profondamente si riavvicinò al laghetto e provò a pensare ad una mela e qualche secondo dopo vide una mela! -Non è possibile- disse fra sè e sè.

-Maya.-sentì chiamare, ma non c'era nessuno lì con lei. Guardò di nuvo nella polla d'acqua e stavolta vide il volto di una donna. Lunghi capelli argentei incorniciavano un volto scarno illuminato da due occi completamente bianchi.

-Maya.-

Maya vide la bocca della donna riflessa nell'acqua muoversi, era lei che la stava chiamando.

-Chi sei? chiese all'immagine, ma non ricevette risposta. L'immagine somparì e dall'acqua uscì una collana di perle.

-Prendila e compi il tuo destino.- disse di nuovo la voce che prima l'aveva chiamata.

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categoria: capitolo 1

lunedì, 30 marzo 2009

WOLF HEART - Prologo

Maya non riusciva a staccare lo sguardo dalle fiamme che danzavano davanti ai suoi occhi. Lacrime le rigavano le guance mentre guardava il fuoco inghiottire la loro casa.

Qualcuno le afferrò un braccio, qualcuno di familiare…sua madre. Ma Maya la ignorò, come pure ignorò il resto del branco che si affrettava a fuggire dal fuoco che stava consumando le pareti di legno di quella cha era stata la loro casa per centinaia di anni.

 

"Maya, dobbiamo andarcene!" Jane strattonò sua figlia in direzione delle auto parcheggiate nel viale d’ingresso alla villa. 

 

 

"No! Padre!" urlò Maya, mentre altre persone si univano a sua madre per spingerla via dalle fiamme.

 

"Non possiamo più fare niente per lui, tesoro! Dobbiamo andarcene immediatamente!" le urlò sua madre Jane, prima di cercare con lo sguardo Luc, e dargli il silenzioso permesso di portare via a forza sua figlia e di infilarla in una delle auto rimaste.

 

 "Dobbiamo  salvare papà!" insistè Maya mentre lottava contro la stretta delle braccia di Luc.

 

 

"Non c’è più niente da fare per lui ormai," sussurrò Luc trascinandola via dall’incendio che era stato appiccato dalla folla inferocita di un villaggio distante cinque chilometri.

 

Uno degli abitanti aveva visto un membro del loro branco, Jessie, correre fuori dai boschi e ritrasformarsi in umano. Jessie era stato subito ucciso, mentre l’incendio era stato appiccato due giorni dopo.

 

Un incendio aveva causato la morte di suo padre e che li costringeva a fuggire dalla loro casa, un fuoco che aveva privato lei e  tutto il branco dell’illusione di essere al sicuro. La fecero salire in auto e sua madre si sedette di fianco a lei sul sedile posteriore mentre Luc si metteva alla guida del suo fuoristrada. Il tempo di lanciare un ultimo triste sguardo a ciò che restava della loro meravigliosa casa, e poi tutte le macchine si allontanarono nella notte.

 

Tutti rimpiangevano la vita che stavano lasciando. Il loro capobranco era morto tentando di salvare tutti dall’incendio scoppiato all’ora di cena. Ken era riuscito a fare uscire tutti, anche i due gemelli di pochi mesi che si trovavano all’ultimo piano nella nursery e la giovane coppia che li stava accudendo. Ma dopo aver passato uno dei due neonati ad Alex, una trave gli era crollata addosso. Alex aveva tentato di aiutarlo ma  Ken gli aveva urlato di andarsene subito assieme al bambino. E Alex, come sempre prima d’allora, gli aveva obbedito.

 

  

 

"Papà. . . " sussurrò Maya mentre, seduta in macchina, piangeva la morte di suo padre, che li aveva lasciati soli e senza un leader che li guidasse.

 

Jane si avvicinò a lei e l’abbracciò forte. "Ce la faremo," le disse, mentre anche lei piangeva per tutto ciò che aveva perso.

 

 

"Io voglio solo indietro mio padre," disse Maya con voce rotta.

 

  

"Come tutti noi, tesoro,"disse Jane, "come tutti noi."
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categoria: prologo

lunedì, 30 marzo 2009

Organizzazione - Schede personaggi

La scelta è stata fatta, ed è caduta su Wolf Heart, spero vi piaccia il template del blog.

Ora parliamo dell'organizzazione della scrittura collettiva.

Io vorrei lasciare tutti molto liberi perciò non vorrei creare dei turni a rotazione, ma d'altro canto, senza di questi si potrebbero creare confusioni. Voi cosa pensate?

Direi che potremmo seguire l'ordine alfabetico. Quindi l'ordine sarebbe:

Blackmokona, poi Crista, poi Falco, poi Ladysnape,  poi Licio, poi Moonstruck, poi Mornash, poi Persephone, poi io, poi Whiteplum.

In questo momento è Crista che sta preparando il prossimo pezzo di romanzo.

Non porremo limiti di tempo per postare il proprio brano del romanzo, chi viene dopo aspetta semplicemente che chi viene prima abbia aggiunto il suo pezzo prima di partre a scrivere, e ognuno può prendersi il tempo che vuole o anche, dopo avere avvertito gli altri tramite messaggio, saltare il turno.

I brani non avranno limiti di lunghezza potete postare due righe come due pagine.

Ognuno di voi ha accesso al blog per postare perciò potete farlo direttamentequando è il vostro turno.

La trama del romanzo a grandi linee era: Cris

Pensavo che il branco tramite una lotta cercasse un nuovo leader, arrivano vari lupi estranei al branco, avviene la lotta e alla fine vince un estraneo David. David così ha diritto a sposare la femmina alpha (Maya). Lei fa la difficile ma poi vede come lui si prende bene cura del branco e piano piano s’innamorano. Poi arrivano degli scienziati che cercano di rapire dei licantropi per fare esperimenti, perciò c'è un rapimento (pensavo di Maya che nel frattempo è pure incinta...) e poi un salvatagio e una lotta……..


SCHEDE PERSONAGGI PRINCIPALI




micheal1

MICHAEL

Aspetto mascolino e selvatico.
Corporatura media, dal fisico scattante, alto, la pelle scurita dal sole, i capelli bruni, abbastanza lunghi e trascurati, non ben rasato. Occhi verdi o scuri.

Maturo,afffabile e disponibile, ma che sa farsi rispettare. Molto capace da un punto di vista organizzativo.




maya

MAYA

Piccola, ma atletica, con lunghi capelli biondi, occhi azzurri o chiari in generale. Un poco ingenua, immatura,  ma molto decisa e testarda. Con un bel caratterino insomma.

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categoria: schede personaggi e organizzazio

Chi sono

Utente: weirde
Nome: M C
Vorrei diventare scrittrice e cerco spunti e idee. Nonchè opinioni su ciò che scrivo. Inoltre amo leggere e molto spazio su questo blog sarà dedicato ai libri. Ogni genere di libri verrà trattato, con particolare attenzione ai generi urban fantasy e paranormal romance


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